Come prevenire la demenza senile

Una task force internazionale fa il punto sulla prevenzione e la cura di questo tipo di demenza.

Lo studio frutto dell’iniziativa della prestigiosa rivista The Lancet afferma che sono circa 50 milioni al mondo le persone che sono affette da demenza senile e questo numero è in crescita: si stima infatti che entro il 2050 tali pazienti arriveranno al 130 milioni.

La cifra non deve stupire visto il progressivo invecchiamento della popolazione globale.

Demenza senile: cos’è

Demenza senile: quali sintomi?

La demenza senile si presenta con sintomi che portano a disabilità e dipendenza in chi ne soffre. Tra i principali citiamo:

  • deficit della memoria
  • disturbi della parola
  • incapacità di eseguire movimenti coordinati
  • deterioramento del pensiero astratto, della capacità critica, del linguaggio e dell’orientamento spazio-temporale

Le conseguenze sono negative anche per i familiari e nelle persone che devono prendersi cura del malato; i cosiddetti caregiver, spesso soggetti a disturbi di tipo ansioso-depressivo.

Le spese stimate per la cura delle persone affette da demenza senile ammontano a più di 800 miliardi di dollari, costi che potrebbero raggiungere la cifra shock di 2000 miliardi entro il 2030!

Ecco perché l’importanza della commissione di lavoro creata da The Lancet (Lancet Commission Dementia Prevention, Intervention, and Care), composta da 24 esperti internazionali con il compito di valutare lo status della ricerca e degli studi finora condotti sulla prevenzione e cura delle demenze.

Qual è l’obiettivo degli esperti?

Migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da demenza senile e delle persone che li assistono, con la conseguente riduzione anche dei costi sociali dell’assistenza che diventerà insostenibile in futuro.

I risultati del lavoro sono stati presentati alla conferenza internazionale dell’Alzheimer’s Association di Londra, e hanno sottolineato in primis l’importanza della prevenzione attraverso il trattamento dell’ipertensione arteriosa a partire dai 45 anni.

Infatti, questa misura può limitare l’incidenza futura della demenza senile.

Fattori di rischio della demenza senile

Oltre l’ipertensione, tra gli altri fattori di rischio, sono stati individuati dagli esperti:

  • il basso livello di istruzione
  • il fumo
  • l’obesità
  • il diabete
  • la scarsa attività fisica
  • la depressione
  • il calo dell’udito

Per quanto riguarda quest’ultimo sembra che il suo controllo abbia effetti benefici sulle persone al momento dell’invecchiamento perché dovrebbe prevenire almeno un terzo dei casi futuri di demenza senile.

Quando invece si presentano i sintomi di declino e decadimento cognitivo deve passare dalla dimensione della prevenzione a quella del trattamento, come accade nei casi di malattia di Alzheimer e nella demenza con corpi di Lewy.

Qui la Commissione suggerisce di impiegare i farmaci inibitori della colinesterasi e la memantina (primo di una nuova classe di farmaci proposti per il trattamento della malattia di Alzheimer) solo nei casi di demenza più severa.

Per quanto riguarda il caregiver gli esperti sottolineano la necessità di programmi di assistenza specifici che prevedono come prima battuta misure di tipo psicosociale e ambientale e solo in nei casi più severi le terapie farmacologiche.

Il rapporto pubblicato su The Lancet descrive infine il ruolo benefico delle innovazioni tecnologiche nella gestione dei malati di demenza senile. In particolare di tutte le applicazioni informatiche utili nella diagnosi e nella valutazione del paziente, nel suo monitoraggio e assistenza durante la vita quotidiana.

A questo scopo sono molto importanti gli strumenti per la sorveglianza a distanza e che intervengono nel migliorare e rendere più sicuro l’ambiente in cui si vive.

Naturalmente la tecnologia non potrà mai sostituire il contatto umano.

Concludiamo con uno schema che riproduce il modello dei fattori di rischio modificabili nella prevenzione della demenza senile che è stato presentato dallo studio sopracitato. I numeri riportati rappresentano la percentuale di riduzione dell’incidenza di demenza se quello specifico fattore di rischio fosse eliminato.

Giovinezza

  • Basso livello di istruzione (8%)

Mezz’età

  • Sordità (9%)
  • Ipertensione (2%)
  • Obesità (1%)

Terza età

  • Fumo (5%)
  • Depressione (4%)
  • Inattività fisica (3%)
  • Isolamento sociale (2%)
  • Diabete (1%)