Negli ultimi anni l'apicoltura italiana ha subito notevoli cambiamenti: si è assistito da una parte allo sviluppo di un'attività più specializzata dall'altra si è riscontrata la comparsa di nuove patologie sempre più difficili da diagnosticare, controllare, gestire e curare. Il master in "Apicoltura: gestione sanitaria ed ambientale" ha lo scopo di ampliare le conoscenze teoriche e fornire delle esperienze professionalizzanti e pratiche del mondo apistico ai Medici veterinari. In particolare il master di propone di agevolare, uniformare ed arricchire la formazione del laureato in Medicina veterinaria sia che esso operi nel settore pubblico/privato o che sia un libero professionista in ragione delle nuove forme di allevamento e produzione apistica che si riflettono in un'intensificazione degli scambi commerciali tra l'Italia e gli altri paese. Al termine del master i partecipanti avranno le conoscenze teoriche e pratiche necessarie per potersi approcciare al controllo e al management degli alveari sia sul piano della sanità animale che su quello legato ai trattamenti consentiti a livello normativo. Verranno inoltre fornite conoscenze relative ai recenti utilizzi dell'ape nei programmi di monitoraggio ambientale di impatto ambientale.
Contenuti del master
Biologia delle api, l'apiario, le arnie e tipologie di allevamento
Gestione delle colonie, allevamento delle api regina e produzione delle colonie
Materie prime e flora di interesse apistico. Il miele e gli altri prodotti dell'alveare
Approccio all'apiario: sessioni di attività pratica
Patologie delle api
Fattori di disturbo chimico-fisici e gestione ambientale dell'apiario
Gestione sanitaria dell'apiario
Approccio all'apiario malato: sessioni di attività pratiche
Segreteria Master Fondazione Università di Teramo Campus di Coste Sant'Agostino - Facoltà di Scienze politiche Dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 Martedì e giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30. Tel. 0861.266092 - fax 0861.266091 master@fondazioneuniversitaria.it
ac folico roma 10/1/2010
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Acido folico fino termine gravidanza, rischio bebè
I supplementi di acido folico sono raccomandati a tutte le donne che programmano una gravidanza, e anche nei primi mesi di gestazione, ma assumerlo fino alla fine della gravidanza potrebbe avere un effetto collaterale poco desiderabile: il bambino ha un piu' alto rischio di sviluppare l'asma.
Lo sostiene uno studio australiano pubblicato dall'American Journal of Epidemiology, il primo che colleghi l'uso dell'acido folico nella madre alla fine della gravidanza al rischio di asma del figlio. Proprio perche' e' il primo studio da cui emerge un dato del genere, i ricercatori sottolineano che occorre cautela per il momento nel dare nuove indicazioni alle donne incinte.
Nuove ricerche saranno chiamate a confermare o confutare questi dati. Soprattutto, resta fermo che l'uso dell'acido folico prima e all'inizio della gravidanza e' fondamentale per la salute del bambino. Un adeguato livello di acido folico nel periodo del concepimento, infatti, aiuta a ridurre il rischio di alcuni difetti congeniti nel cervello e nella spina dorsale (difetti del tubo neurale). Gli esperti consigliano alle donne di prendere 400 microgrammi di acido folico al di' poco prima del concepimento e nel primo trimestre della gravidanza, il periodo critico in cui possono formarsi difetti del tubo neurale.
Il nuovo studio non contraddice queste indicazioni, sottolinea il coordinatore, dottor Michael Davies, della University of Adelaide in Australia. Tuttavia, poiche' l'acido folico e' necessario solo nel primo trimestre, e' necessario capire se assumerlo anche dopo puo' essere di beneficio o di danno alla mamma e al bambino, aggiunge. Nel nuovo studio, Davies e colleghi hanno misurato l'incidenza dell'asma in piu' di 400 bambini le cui madri erano state seguite fin dall'inizio della gravidanza
Mi pare che sia l'ennesima conferma dell'efficacia preventiva dei DTN mediante corretta supplementazione con Acido Folico in periodo periconcezionale. Quanto alla possibilità di limitarne l' assunzione al solo periodo periconcezionale e non a tutta la durata della gravidanza per evitare possibili rischi di danno a madre e bambino si tratterà di attendere le doverose conferme dai prossimi studi ( tenendo ben presente che l'assunzione di A.F. dopo il terzo mese di gestazione è a giochi fatti , praticamente inutile ai fini della prevenzione).
Giuseppe Ugolini
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SOLIDARIETA'ISPRA ROMA 23.12.09
Cari colleghi,
a nome del direttivo della Società Italiana Ambiente e Salute - ISEH www.iseh.it, voglio esprimervi la nostra solidarietà scientifica ed umana.
Proveniendo da discipine ed ambiti differenti ci siamo uniti per fornmare ISEH perché crediamo che non si possa parlare di salute e qualità della vita senza considerare lo scenario in cui ci muoviamo, le risorse che consumiamo, i rifiuti che produciamo; che non si possa parlare di alimentazione e sicurezza alimentare senza considerare l'ambiente in cui vivono gli organismi produttori di alimenti; che non possa affrontare razionalmente il presente senza una considerazione razionale sul futuro. Per questo è importante che istituti come ISPRA siano messi in condizione di operare e produrre, di reperire risorse e di utilizzarle, di affrontare la sfida della strategia e non sempre e solo quella della lotta per la sopravvivenza.
Un forte augurio per un 2010 portatore di futuro ai colleghi sul tetto.
Alberto Mantovani, presidente ISEH
contaminanti-atti roma 05-12-2009
Cari amici ISEH,
sono lieto di informarvi che gli Atti del primo workshop del progetto "Studio in aree pilota sui riflessi ambientali e sanitari di alcuni contaminanti chimici emergenti (Interferenti endocrini): ambiente di vita, esiti riproduttivi e Ripercussioni nell'età evolutiva (PREVIENI)
"Interferenti endocrini: dai biomarker alla Valutazione del Rischio: il Progetto PREVIENI, 27 ottobre 2009, Istituto Superiore di Sanità, Roma
sono disponibili sul sito web del progetto all'indirizzo:
EFSA: MANTOVANI NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL PANEL FEEDAP . 2009-07-16
Il Presidente di ISEH,Alberto Mantovani - Direttore del reparto di Tossicologia alimentare e veterinaria dell'Istituto Superiore di Sanità - è stato eletto vice coordinatore del gruppo che si occupa di additivi nell'alimentazione animale (FEEDAP). Chair rimane Andrew Chesson (Università di Aberdeen) mentre l'altro vice coordinatore è Jurgen Gropp dell'Università di Lipsia. Nel panel opera anche un altro italiano dell'ISS, Gabriele Aquilina, oltre a Francesca Caloni (Università di Milano) e Sandro Cocconcelli (Università Cattolica di Piacenza). La folta delegazione italiana è un'eccezione, visto che nei gruppi dell'Efsa, in genere, operano due esperti del nostro Paese. Al Presidente vanno gli auguri di tutta L'ISEH.
Novitą EFSA sulla valutazione della sicurezza dei mangimi. . 2009-05-09
La Authority Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA,http://www.efsa.europa.eu/EFSA) ha sin dall'inizio considerato i mangimi una componente chiave per tutelare la sicurezza degli alimenti di origine animale: i principali gruppi di lavoro permanenti che si occupano di mangimi sono il FEEDAP (additivi ed ingredienti) ed il CONTAM (sostanze indesiderate). Nel 2009 si sono avute alcune importanti novità: - il FEEDAP ha completato la valutazione della vitamina A (EFSA J, 2008, 873, 1-81) come additivo nutrizionale. Considerando la vulnerabilità di alcune fasce di popolazione all'eccesso di vitamina A preformata (specialmente le donne in post-menopausa) e la possibilità di eccedere i limiti massimi raccomandati di assunzione in forti consumatori di fegato e latticini, il FEEDAP raccomanda la riduzione dei contenuti massimi di vitamina A preformata nei mangimi, nonché il controllo del contenuto di vitamina A preformata negli alimenti dopo l'introduzione dei nuovi limiti e la raccomandazione ai consumatori di evitare l'assunzione eccessiva attraverso alimenti ed integratori. - Dopo 5 anni di lavoro l gruppo CONTAM ha terminato la valutazione di 30 sostanze indesiderate nei mangimi, comprendenti contaminanti organici persistenti, metalli pesanti, micotossine e sostanze naturali. Sulla base dei dati esistenti (tossicologia, carry-over, presenza nei mangimi) e pur evidenziando frequenti lacune conoscitive, le valutazioni sono state per lo più tranquilizzanti; tuttavia in alcuni casi non si può escludere un rischio di effetti per la salute animale (ad es., dossinivalenolo nei suini) o di carry-over significativo al consumatore (ad es., per contaminanti organici persistenti come il camphechlor) anche in situazioni di normale pratica zootecnica. Il lavoro dell'EFSA ha contribuito ad aggiornare le normative europee per la sicurezza dei mangimi, ad es., portando alla riduzione dei livelli massimi tollerati per il piombo.
ISEH aderisce al Network Italiano Acido Folico. . 2009-04-05
Il Network Italiano Promozione Acido Folico è stato lanciato il il 26 Aprile 2004, con il coordinamento dell' Istituto Superiore di Sanità (www.iss.it/cnmr/acid/). Obiettivo del Network è quello di sviluppare e promuovere strategie per la prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale ed altri difetti congeniti, mediante la crescita di una rete interdisciplinare che coinvolge ricercatori, operatori sanitari, Media e associazioni di pazienti. Il Network favorisce tutte quelle azioni (promozione di corretti stili di vita alimentari, supplementazione periconcezionale, formazione degli operatori ed informazioni dei cittadini) che portano ad un corretto uso della vitamina per la prevenzione delle malformazioni e ad una crescita della consapevolezza e capacità di controllo della propria salute da parte delle donne. nel contempo, il Network riconosce le preoccupazioni insorte per i possibili rischi di altri tipi di intervento (fortificazione generalizzata o volontaria degli alimenti) e si fa promotore di studi per la valutazione rischio-beneficio della fortificazione. Sin dalla sua uscita ufficiale ISEH ha dato la propria adesione al Network, riconoscendosi in una iniziativa mirata allo sviluppo concreto di una cultura della prevenzione primaria in Italia.
Molti degli ingredienti chimici dei comuni prodotti di pulizia usati negli ospedali possono danneggiare la salute dei lavoratori con l'esposizione cutanea o tramite l'aria. Negli ultimi anni la pulizia è stata indicata come rischio professionale in ragione dell'aumento dell'incidenza dei sintomi respiratori, come quelli asmatici ed asmatiformi, negli addetti alle pulizie. Data comunque la mancanza di analisi sistematiche sull'igiene a livello professionale e di dati sui livelli espositivi sul posto di lavoro, non era finora ben chiaro se l'esposizione a questi prodotti chimici sia in grado di indurre o di aggravare l'asma o altri disturbi respiratori. I prodotti per la pulizia sono complesse misture di molti elementi chimici: una combinazione di valutazione dei prodotti e quantificazione dei livelli espositivi sul lavoro è essenziale per sviluppare strategie per la protezione dei lavoratori dai rischi della pulizia. (Environ Health online 2009, pubblicato il 27/3)
L'importanza dei fattori ambientali per la salute in Europa: il progetto EUGLOREH 2007. . 2009-03-30
Il progetto EUGLOREH 2007 (www.eugloreh.it) ha presentato all'Istituto Superiore di Sanità il 20 marzo 2009 il primo rapporto complessivo sullo stato di salute in Europa. EUGLOREH 2007, cofinanziato dall’Unione Europea, è coordinato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dall’Istituto Superiore di Sanità. Il rapporto ha evidenziato il peso delle malattie cardiovascolari ed endocrine-metaboliche per la sanità pubblica europea, evidenziando anche importanti differenze legate all'età ed al genere, nonché gli importanti mutamenti eopidemiologici associati ai cambiamenti demografici e nello stile di vita. Un altro aspetto importante è l'aumento di incidenza di molte patologie tumorali, solo in parte compensato dalla riduzione della mortalità. Il rapporto di EUGLOREH 2007 sottolinea l'importanza dei fattori di rischio legati all'alimentazione ed all'ambiente di vita come determinanti di salute. I fattori ambientali comprendono sia quelli legati alla qualità del contesto di vita (ad esempio, contesti abitativi, lavorativi e scolastici che non favoriscono una sana attività fisica; la presenza crescente di comunità con minore accesso ad informazioni e servizi, e quindi potenzialmente più a rischio, etc.) sia fattori specifici (ad es., apporti carenti o squilibrati di micronutrienti quali ferro, folati o iodio; esposizioni a xenobiotici, di potenziale rilievo soprattutto per i bambini, etc.). Complessivamente, il rapporto di EUGLOREH 2007 sottolinea l'importanza di strategie aggiornate e mirate di prevenzione primaria per il miglioramento dello stato di salute in Europa.
Eccessivo consumo di carni e cancro al polmone. . .
Uno studio in Lombardia ha associato il forte consumo di carni rosse e salumi con un aumentato rischio di cancro al polmone, soprattutto fra i non fumatori. L’associazione può essere dovuta all’ingestione di amine eterocicliche e benzo(a)pirene (Lam TK, Cross AJ, Consonni D, Randi G, Bagnardi V, Bertazzi PA, Caporaso NE, Sinha R, Subar AF, Landi MT. Intakes of Red Meat, Processed Meat, and Meat Mutagens Increase Lung Cancer Risk. Cancer Res. 2009 Jan 13. [Epub ahead of print])